Come Predisporre la Propria Abitazione ai Pannelli Solari

Rendere la propria abitazione adatta ad un impianto di pannelli solari non è un’operazione banale, ma saranno necessari una serie di lavori per effettuare l’installazione desiderata.

Oltre ai pannelli solari fissati al di sopra delle tegole del tetto, per produrre acqua calda a scopo sanitario, sarà necessario predisporre delle tubature in rame, naturalmente ben coibentate, in modo da resistere soprattutto al calore; un serbatoio nel quale andrà ad accumularsi l’acqua e una caldaia o uno scaldabagno che serviranno quando, nei mesi più freddi, non si riesca a raggiungere la temperatura di almeno 40 gradi e si necessita di un aiuto esterno.

Per semplificare la messa in opera dell’impianto, sarà preferibile evitare di posizionare i pannelli solari al posto delle tegole visto che, se esteticamente si guadagnerebbe qualcosa, si perderebbe molto di più in termini economici, aumentando notevolmente i costi.

Il serbatoio all’interno del quale sarà raccolta l’acqua riscaldata dall’impianto solare dovrà, a sua volta, essere posizionato in modo da essere vicino alla caldaia, così che la caldaia possa riscaldare facilmente l’acqua nel caso in cui, in inverno, sia necessario un supplemento di energia.

Va ricordato che il serbatoio ha una grandezza non indifferente, visto che si tratta di un dispositivo alto più di un metro e mezzo e oltre 80 centimetri di diametro.

Infine, un suggerimento sempre valido, è quello di rivolgersi ad un installatore professionista che saprà consigliare al meglio come effettuare un impianto adatto alle proprie esigenze.

Novità: l’ Antifurto per l’ Impianto Solare

Il mercato sforna sempre novità, molte delle quali a impatto zero sull’ambiente, creando tutti i presupposti per effettuare delle spese ecocompatibili ed efficienti dal punto di vista energetico, se solo si ha un po’ di attenzione e di sensibilità per sperimentare i prodotti ecofriendly realizzati da numerose aziende.

Uno di questi è l’antifurto in fibra ottica pensato per chi possiede un impianto solare.

Si chiama Solar Optiring ed è stato studiato appositamente per essere inserito sugli impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 1 kW e 4 MW.

Il suo scopo, infatti, è esattamente quello di mettere in sicurezza il proprio impianto fotovoltaico.

Con i mezzi attuali, quindi, si può riuscire a rendere più sicura anche l’installazione appena effettuata a casa propria: l’investimento per dei pannelli fotovoltaici è molto impegnativo per una famiglia e, di conseguenza, può risultare necessario provvedere con un antifurto per poter essere tranquilli e non temere tentativi di furto.

Il funzionamento è davvero molto semplice, dato che si basa sulla fibra ottica e su un una centralina elettronica, oltre che su delle piastre molto piccole che vengono inserite sui pannelli fotovoltaici.

In questo modo, per rimuoverle, non si potrà che provocare dei danni così gravi al pannello solare che lo stesso risulterà non più vendibile sul mercato, un’idea che rappresenta un ulteriore deterrente per i ladri!

Governo ed Energia Rinnovabile

L’intero settore dell’energia rinnovabile è in fibrillazione, viste le novità che il governo si appresta a varare.

Ma lo sconcerto rimane, soprattutto quando appare chiaro che nessun beneficio ne verrà direttamente al comparto che, anzi, subirà delle penalizzazioni non di poco conto, in seguito alle cancellazioni occorse agli incentivi, anche e soprattutto operando reatroattivamente.

Tuttavia, gli operatori fanno notare come il comparto che lavora sulle energie rinnovabili abbia un peso piuttosto significativo all’interno del Pil nazionale, rappresentandone all’incirca l’1%.

E da questo grossolano calcolo, fanno notare gli esperti, sono anche stati eliminati i fatturati delle aziende che fanno parte dell’indotto, altrimenti la percentuale sopra descritta subirebbe senza dubbio un aumento ulteriore.

È vero che questo 1% di Pil deriva anche dai finanziamenti pubblici, e dunque dalle tasche di ogni cittadino, ma è altrettanto vero che si tratta di un investimento che promette di dare, all’intero Paese, più di quanto non abbia “preso”.

D’altra parte, gli studi in questo settore dimostrano come non si possa attribuire un valore monetario esclusivamente ai prodotti industriali immessi nel mercato, ma si debba anche considerare la possibilità di salvaguardare l’ambiente e di ridurre la propria impronta energetica, sia come imprese sia come nazione, senza contare, infine, l’incremento occupazionale che un comparto industriale in crescita produce.

Novità, Pannelli Solari a Infrarossi

La ricerca è stata portata avanti da parte di scienziati texani e la sperimentazione, almeno allo stadio attuale, ne parla come di un’idea che potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione nel settore del fotovoltaico.

Grazie a delle antenne speciali si riesce a catturare la luce a raggi infrarossi, trasformando quest’ultima in energia.

Il futuro, dunque, spinge sempre più per soluzioni energetiche legate a tecnologie rinnovabili e non certo a combustibili fossili o al nucleare. I raggi infrarossi sono, in effetti, molto difficili da catturare con qualunque genere di applicazioni al silicio.

Tuttavia, un terzo della luce che arriva dal Sole è a infrarossi e non riuscire a sfruttarla significa non riuscire ad ottimizzare tanta potenza energetica.

Per questo motivo è particolarmente importante la scoperta effettuata da parte dei ricercatori texani.

Se le sperimentazioni sul campo dovessero rivelarsi promettenti come sulla carta, allora avremmo un nuovo modello da applicare per catturare la luce del sole e ricavarne energia.

Per superare le difficoltà di immagazzinamento della luce a infrarossi è stata pertanto inventata una nano antenna che dovrebbe riuscire a raccogliere le onde ottiche, concentrando la luce in ingresso, convertendola poi in una corrente di elettroni, allo stesso modo di quanto avviene con un fotodiodo classico.

Impianti Solari e Fotovoltaici Integrati, Incentivi per Sceglierli

Gli impianti fotovoltaici integrati sono un buon esempio di tecnologia a basso impatto ambientale.

Essi possono essere utilizzati, infatti, in sostituzione di altri tipi di materiali, come ad esempio i classici pannelli vetrati delle facciate.

Tuttavia, i vantaggi che consentono di raggiungere, in termini di costi e di risparmi, non possono passare inosservati.

Un edificio, infatti, diviene in questo modo energeticamente attivo e potrà produrre energia per numerosi anni, cedendone sicuramente una parte anche al resto della rete elettrica.

Chiaramente, ciò consentirà un guadagno grazie agli incentivi presenti nel Conto Energia e un significativo risparmio sulle bollette, evitando, al contempo, di immettere ulteriore anidride carbonica nell’atmosfera.

Nel caso di un’azienda, poi, non possono essere sottovalutati i ritorni di immagine che un sistema del genere è in grado di garantire, facendo ottenere dei punti importanti alla percezione che di un’impresa hanno i consumatori, molto attenti, ormai, alle tematiche ambientali.

Il nuovo Conto Energia, inoltre, prevede degli incentivi specifici per tutti quei progetti che prevedono l’integrazione negli elementi architetturali degli impianti fotovoltaici, visto che in questo modo si rende anche più semplice il mantenimento dei profili originari di un edificio, senza stravolgere lo stesso con i classici pannelli solari, di certo non belli a vedersi in specifici contesti.

Nuovo Conto Energia ed Incentivi per Impianti Integrati

Scegliere di realizzare un impianto fotovoltaico integrato, sia per un’azienda sia per un privato, potrebbe essere una buona idea anche alla luce degli incentivi presenti all’interno del Nuovo Conto Energia. 

Infatti, il legislatore si è posto apertamente il problema di favorire la diffusione di questo genere di impianti, visto che grazie ad essi si può ottenere una buona soluzione per ciò che concerne la problematica del mantenimento dei profili architettonici degli edifici.

D’altro canto, sfruttare quelle superfici degli edifici che non verrebbero altrimenti utilizzate non può che rappresentare una scelta utile e consapevole, oltre che a basso impatto per l’ambiente. I vantaggi sono molteplici ed includono, oltre al risparmio in bolletta, anche la diminuzione di emissione di Co2. 

Di recente, poi, la Commissione Europea ha presentato un interessante studio nel quale si evidenzia come la superficie dei tetti con orientamento Sud, Est o Ovest sia pari a 370 milioni di metri quadri, e quella delle facciate aggiunge altri 200 milioni di metri quadri al totale.

A coprire tutti questi spazi, si potrebbero raggiungere facilmente 85 mila milioni di KWh in un anno: una quantità davvero impressionante, pari a quella che consumano 20 milioni di famiglie negli stessi 365 giorni di produzione.

Caratteristiche Fondamentali del Fotovoltaico Integrato

Come si compone un impianto fotovoltaico integrato?
Quali sono le sue caratteristiche salienti?
Come valutarne il rendimento?

Per prima cosa, partiamo dal presupposto che i componenti principali di un impianto fotovoltaico sono i moduli fotovoltaici.

Le prestazioni dei moduli non sono standard ma sono soggette ad una serie di variazioni, anche significative, causate dal rendimento dei materiali, dall’irraggiamento solare a cui sono sottoposte, dall’angolazione dei raggi solari, dalla temperatura di esercizio.

Dal punto di vista costruttivo, si considera verosimile il rendimento dei moduli in genere come equivalente a quello della loro peggiore cella. Il rendimento altro non è se non la percentuale di energia ottenuta dalla trasformazione di quella arrivata. È normale, quindi, una certa misura di dispersione dell’energia, che non è ancora possibile eliminare.

In alcuni casi, i rendimenti possono essere superiori al 40% mentre in altri ci si attesta intorno al 15%.

Per quanto riguarda la durevolezza dell’impianto, bisogna mettere in evidenza che molto dipende dalla tecnica di progettazione.

È sempre bene che vengano inclusi, inoltre, dei meccanismi per il monitoraggio del rendimento dell’impianto anche a distanza di tempo.

Naturalmente, nessuna deroga dovrebbe essere effettuata in materia di sicurezza, anche se è probabile che bisognerà considerare dei costi leggermente più elevati per la realizzazione dell’impianto.

Quali Considerazioni Economiche per il Fotovoltaico Integrato?

Per effettuare delle considerazioni economiche utili in materia di fotovoltaico integrato non si potrà prescindere dalle considerazioni energetiche che i moduli sono in grado di generare.

Il massimo dell’irraggiamento solare, alla latitudine italiane, calcolato su base annua e orientando l’impianto verso Sud può essere ottenuto con un’inclinazione compresa tra i 28° e i 32°.

Tuttavia, quando si è costretti ad intervenire su edifici già esistenti non si può sempre ottenere il massimo dall’installazione dell’impianto, perché si dovranno rispettare i vincoli costruttivi già in essere.


Basti pensare che la sola inclinazione verso Est o verso Ovest causa la perdita di circa il 10% dell’energia ottenibile e, comunque, in determinati casi, non può proprio essere evitata.

Se l’impianto, invece, è esposto a Sud ma è in verticale, la perdita risulterà pari ad un terzo.

Nonostante ciò, proprio grazie alla notevole insolazione di cui gode l’Italia, i nostri impianti saranno in grado di produrre più energia di quelli installati in altri Paesi, ragion per cui sarebbe insensato non approfittare della generosità della Natura.

Il calcolo del rendimento è importante ai fini di quello economico. Non a caso, a seconda di quanto in previsione è possibile produrre in un anno, si definisce il periodo di ammortamento di un impianto che varia da luogo a luogo e soprattutto da Nord a Sud del Paese.

Come Cambierà il Clima nel 2070?

I cambiamenti climatici sono da tempo oggetto di studio per gli scienziati: i dati raccolti in tal senso, comunque, non fanno presagire nulla di positivo e molte sono le modifiche del clima alle quali andremo incontro senza che vi sia un facile adattamento da parte dell’uomo e dell’ecosistema, a causa della rapidità con la quale si verificheranno tali fenomeni.

Stando alle ultime notizie rese pubbliche da parte dei scienziati dell’università di Stanford, le estati nei prossimi 60 anni, diventeranno sempre più calde e la flora e la fauna ne saranno irrimediabilmente danneggiate.

La tendenza interesserà delle vaste aree del Pianeta e il riscaldamento avverrà in modo estremamente rapido, subendo delle variazioni decisive in un lasso di tempo molto breve.

Questo aumento delle temperature parrebbe essere irreversibile se non si ridurranno le emissioni di gas serra ma, anzi, si verificheranno ulteriori incrementi degli agenti inquinanti.

Tutti i risultati dello studio saranno pubblicati nei prossimi mesi sull’importante rivista di settore Climatic Change Letters. 

Emergeranno, così, le evidenze scientifiche che vogliono molte regioni tropicali a dover fare i conti con un caldo, in estate, assolutamente senza precedenti.

I dati sono stati ricavati da simulazioni al computer che hanno tenuto conto dell’aumento di concentrazioni di gas serra e del clima registrato sulla Terra per tutto il secolo scorso.

Quanta Superficie per Alimentare il Mondo con l’ Energia Solare?

Di tanto in tanto si pubblicano un certo numero di studi per definire di quanta superficie terrestre si dovrebbe disporre per poter alimentare con l’energia solare, o al massimo con quella eolica, tutto il mondo.

Secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (Energy Information Administration), il consumo mondiale di energia in tutte le sue forme, considerando i barili di petrolio, i metri cubi di gas naturale, i watt di potenza idroelettrica, e così via, dovrebbe raggiungere i 7,15 exajoule entro il 2030.

Questo comporta, in realtà, un aumento del 44% rispetto ai livelli presi in considerazione precentemente.

Dunque, se si divide la domanda annua globale di 400 kWh per metro quadro, si ottiene l’impressionante cifra di 496,805 mila chilometri quadrati: questa, quindi, l’area necessaria per alimentare il mondo con i pannelli solari.

A questo punto, si potrebbe immaginare di dividere i pannelli necessari in circa 5 mila super installazioni, con una media di 25 per Paese: attenzione, l’impianto dovrebbe essere di circa 10 chilometri per ciascun lato.

Per capire l’enormità del progetto basti pensare che gli Emirati Arabi Uniti hanno in programma di costruire 1.500 MW di capacità entro il 2020, che richiederanno uno spazio di installazione di 3 km per lato.

Questo il motivo per cui nessuno può pensare ad un futuro che si basi su una sola fonte di energia rinnovabile ma su una miscela di più strumenti, opportunamente combinati tra di loro.