Resa Migliore per il Fotovoltaico Galleggiante

All’incirca un anno fa era stato attivato a Suvereto, in provincia di Livorno, uno degli impianti solari più innovativi. I pannelli fotovoltaici, infatti, sono galleggianti e avrebbero assicurato energia elettrica a sufficienza per riuscire a coprire il fabbisogno della Cantina Petra del gruppo Terra Moretti che aveva voluto l’impianto.

Questa particolare installazione ha numerosi vantaggi ma due, in particolare, sono balzati agli onori delle cronache. In primo luogo, si tratta di un impianto dal ridotto impatto ambientale, visto che è stato posizionato in modo da non essere particolarmente visibile, facendo sì che, allo stesso tempo, non si compromettesse l’habitat dello specchio d’acqua, che avrebbe dovuto continuare a irrigare il terreno, fungendo da cisterna naturale per la pioggia. In secondo luogo, si è riusciti a raggiungere una resa superiore a quella dei più tradizionali impianti fotovoltaici, di circa il 30%, grazie agli speciali pannelli utilizzati, in grado di ruotare con il sole durante l’arco della giornata.

Il risparmio, calcolato sulla media dei costi di gestione, sarà pari a circa 70 mila euro all’anno, una cifra che permetterà di ammortizzare velocemente l’investimento effettuato.

Ad ogni modo, non si tratta del primo impianto fotovoltaico galleggiante ad essere stato installato: un altro, per esempio, si conta a Solarolo, in Emilia Romagna.

Pannello Solare per la Produzione di Idrogeno dall’ Acqua

Nuove sfide che appassionano chi si occupa di fotovoltaico: l’ultima sembra essere quella che vede impegnati i ricercatori ad estrarre idrogeno dall’acqua grazie proprio all’uso di un pannello solare.

L’idea nasce, in realtà, per cercare di ovviare ai problemi principali che attanagliano chi si occupa del settore. In primo luogo l’efficienza che è ancora piuttosto bassa dei singoli pannelli e rispetto alla quale molto si deve fare in termini di strategie di miglioramento.

Il secondo problema riguarda la difficoltà incontrata nel riuscire ad immagazzinare l’energia accumulata, da utilizzare quando ve ne sia la reale necessità. Cercando di non perdere di vista queste due problematiche, quindi, un ricercatore della Duke University, negli Usa, si è messo all’opera, studiando un nuovo sistema che usa i pannelli solari per ricavare l’idrogeno da una miscela di acqua e metanolo.

L’energia così prodotta può essere usata subito o può anche essere immagazzinata in un apposito serbatoio, rifornendo poi il sistema durante la notte o durante le giornate invernali meno soleggiate.

L’invenzione, presentata al meeting annuale pensato per le innovazioni nel campo delle energie rinnovabili, l’Asme, si è giudicata la palma di progetto più interessante, anche perché non delude le aspettative legate alla produzione energetica completamente eco compatibile e “green”.