Tra le novità che si annoverano nel campo della ricerca relativa al fotovoltaico, una sembra essere destinata a rivoluzionarne le applicazioni, in relativamente poco tempo.

Infatti, uno dei principali problemi legati ai pannelli solari è il costo delle materie prime di cui sono composti, il silicio in primo luogo.

Anche perché la maggiore richiesta di tetti fotovoltaici fa salire anche quella di tale materiale, che raggiunge cifre più elevate sui mercati mondiali di appena qualche anno fa.

Tuttavia, poiché l’energia pulita è una necessità irrinunciabile, sono molti i laboratori che si dedicano ad attività di ricerca per trovare nuovi materiali, adatti alla produzione di pannelli fotovoltaici.

Uno fra questi è la plastica, altri sono i tessuti, entrambi con declinazioni piuttosto interessanti.

Ecco quindi, che è stata salutata con grande interesse la possibilità, già paventata dalle università e dai laboratori americani, di costruire celle solari in plastica, dal costo notevolmente inferiore a quello delle celle silicio.

Parliamo, infatti, di circa l’80% in meno di spesa, nonostante la resa sia praticamente equivalente.

Inoltre, la plastica non soltanto è facilmente reperibile: è anche molto flessibile, il che consente di studiare nuove applicazioni, ad esempio l’uso in verticale, con installazioni sulle pareti degli edifici, come oggi avviene con il vetro.

D’altra parte, anche la plastica è semitrasparente, quindi si possono immaginare superfici molto estese di pannelli solari, lasciando intatto l’effetto “vetrata”, soprattutto per quanto riguarda i grandi complessi industriali.