Sebbene per il momento non esista ancora un’emergenza collegata allo smaltimento dei pannelli solari diventati troppo vecchi, è bene che si inizi per tempo a valutare la questione, per non ritrovarsi, in seguito, con la classica “bomba biologica” da dover gestire in tempi rapidi.

Una sana progettualità dovrebbe accompagnare, quindi, la necessità di disfarsi dei pannelli solari quando gli stessi non saranno più efficienti per la produzione di energia: d’altra parte, la diffusione in aumento degli stessi fa sì che siano gli Stati a prendere in considerazione il problema, trovando una soluzione condivisa.

I pannelli fotovoltaici potrebbero trasformarsi, altrimenti, in un boomerang: nati per favorire la produzione di energia eco sostenibile, si tradurrebbero nell’ennesima fonte di inquinamento una volta in disuso.

Si potrebbe pensare, ad esempio, ad un modo per recuperare i materiali dei pannelli solari e smaltire quelli tossici (plastica e varia), anche se la modalità più efficiente resterebbe quella di sensibilizzare chi i pannelli li produce, cercando di agire così alla fonte. I tempi medi di durata di un pannello fotovoltaico sono di minimo vent’anni e massimo venticinque: per fortuna, quindi, vi è ancora la possibilità di prendere in mano la situazione, considerando che molti dei moduli installati non sono ancora giunti al termine del proprio ciclo di vita.