Di tanto in tanto si pubblicano un certo numero di studi per definire di quanta superficie terrestre si dovrebbe disporre per poter alimentare con l’energia solare, o al massimo con quella eolica, tutto il mondo.

Secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (Energy Information Administration), il consumo mondiale di energia in tutte le sue forme, considerando i barili di petrolio, i metri cubi di gas naturale, i watt di potenza idroelettrica, e così via, dovrebbe raggiungere i 7,15 exajoule entro il 2030.

Questo comporta, in realtà, un aumento del 44% rispetto ai livelli presi in considerazione precentemente.

Dunque, se si divide la domanda annua globale di 400 kWh per metro quadro, si ottiene l’impressionante cifra di 496,805 mila chilometri quadrati: questa, quindi, l’area necessaria per alimentare il mondo con i pannelli solari.

A questo punto, si potrebbe immaginare di dividere i pannelli necessari in circa 5 mila super installazioni, con una media di 25 per Paese: attenzione, l’impianto dovrebbe essere di circa 10 chilometri per ciascun lato.

Per capire l’enormità del progetto basti pensare che gli Emirati Arabi Uniti hanno in programma di costruire 1.500 MW di capacità entro il 2020, che richiederanno uno spazio di installazione di 3 km per lato.

Questo il motivo per cui nessuno può pensare ad un futuro che si basi su una sola fonte di energia rinnovabile ma su una miscela di più strumenti, opportunamente combinati tra di loro.