L’intero settore dell’energia rinnovabile è in fibrillazione, viste le novità che il governo si appresta a varare.

Ma lo sconcerto rimane, soprattutto quando appare chiaro che nessun beneficio ne verrà direttamente al comparto che, anzi, subirà delle penalizzazioni non di poco conto, in seguito alle cancellazioni occorse agli incentivi, anche e soprattutto operando reatroattivamente.

Tuttavia, gli operatori fanno notare come il comparto che lavora sulle energie rinnovabili abbia un peso piuttosto significativo all’interno del Pil nazionale, rappresentandone all’incirca l’1%.

E da questo grossolano calcolo, fanno notare gli esperti, sono anche stati eliminati i fatturati delle aziende che fanno parte dell’indotto, altrimenti la percentuale sopra descritta subirebbe senza dubbio un aumento ulteriore.

È vero che questo 1% di Pil deriva anche dai finanziamenti pubblici, e dunque dalle tasche di ogni cittadino, ma è altrettanto vero che si tratta di un investimento che promette di dare, all’intero Paese, più di quanto non abbia “preso”.

D’altra parte, gli studi in questo settore dimostrano come non si possa attribuire un valore monetario esclusivamente ai prodotti industriali immessi nel mercato, ma si debba anche considerare la possibilità di salvaguardare l’ambiente e di ridurre la propria impronta energetica, sia come imprese sia come nazione, senza contare, infine, l’incremento occupazionale che un comparto industriale in crescita produce.