Novità: l’ Antifurto per l’ Impianto Solare

Il mercato sforna sempre novità, molte delle quali a impatto zero sull’ambiente, creando tutti i presupposti per effettuare delle spese ecocompatibili ed efficienti dal punto di vista energetico, se solo si ha un po’ di attenzione e di sensibilità per sperimentare i prodotti ecofriendly realizzati da numerose aziende.

Uno di questi è l’antifurto in fibra ottica pensato per chi possiede un impianto solare.

Si chiama Solar Optiring ed è stato studiato appositamente per essere inserito sugli impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 1 kW e 4 MW.

Il suo scopo, infatti, è esattamente quello di mettere in sicurezza il proprio impianto fotovoltaico.

Con i mezzi attuali, quindi, si può riuscire a rendere più sicura anche l’installazione appena effettuata a casa propria: l’investimento per dei pannelli fotovoltaici è molto impegnativo per una famiglia e, di conseguenza, può risultare necessario provvedere con un antifurto per poter essere tranquilli e non temere tentativi di furto.

Il funzionamento è davvero molto semplice, dato che si basa sulla fibra ottica e su un una centralina elettronica, oltre che su delle piastre molto piccole che vengono inserite sui pannelli fotovoltaici.

In questo modo, per rimuoverle, non si potrà che provocare dei danni così gravi al pannello solare che lo stesso risulterà non più vendibile sul mercato, un’idea che rappresenta un ulteriore deterrente per i ladri!

Novità, Pannelli Solari a Infrarossi

La ricerca è stata portata avanti da parte di scienziati texani e la sperimentazione, almeno allo stadio attuale, ne parla come di un’idea che potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione nel settore del fotovoltaico.

Grazie a delle antenne speciali si riesce a catturare la luce a raggi infrarossi, trasformando quest’ultima in energia.

Il futuro, dunque, spinge sempre più per soluzioni energetiche legate a tecnologie rinnovabili e non certo a combustibili fossili o al nucleare. I raggi infrarossi sono, in effetti, molto difficili da catturare con qualunque genere di applicazioni al silicio.

Tuttavia, un terzo della luce che arriva dal Sole è a infrarossi e non riuscire a sfruttarla significa non riuscire ad ottimizzare tanta potenza energetica.

Per questo motivo è particolarmente importante la scoperta effettuata da parte dei ricercatori texani.

Se le sperimentazioni sul campo dovessero rivelarsi promettenti come sulla carta, allora avremmo un nuovo modello da applicare per catturare la luce del sole e ricavarne energia.

Per superare le difficoltà di immagazzinamento della luce a infrarossi è stata pertanto inventata una nano antenna che dovrebbe riuscire a raccogliere le onde ottiche, concentrando la luce in ingresso, convertendola poi in una corrente di elettroni, allo stesso modo di quanto avviene con un fotodiodo classico.

Impianti Solari e Fotovoltaici Integrati, Incentivi per Sceglierli

Gli impianti fotovoltaici integrati sono un buon esempio di tecnologia a basso impatto ambientale.

Essi possono essere utilizzati, infatti, in sostituzione di altri tipi di materiali, come ad esempio i classici pannelli vetrati delle facciate.

Tuttavia, i vantaggi che consentono di raggiungere, in termini di costi e di risparmi, non possono passare inosservati.

Un edificio, infatti, diviene in questo modo energeticamente attivo e potrà produrre energia per numerosi anni, cedendone sicuramente una parte anche al resto della rete elettrica.

Chiaramente, ciò consentirà un guadagno grazie agli incentivi presenti nel Conto Energia e un significativo risparmio sulle bollette, evitando, al contempo, di immettere ulteriore anidride carbonica nell’atmosfera.

Nel caso di un’azienda, poi, non possono essere sottovalutati i ritorni di immagine che un sistema del genere è in grado di garantire, facendo ottenere dei punti importanti alla percezione che di un’impresa hanno i consumatori, molto attenti, ormai, alle tematiche ambientali.

Il nuovo Conto Energia, inoltre, prevede degli incentivi specifici per tutti quei progetti che prevedono l’integrazione negli elementi architetturali degli impianti fotovoltaici, visto che in questo modo si rende anche più semplice il mantenimento dei profili originari di un edificio, senza stravolgere lo stesso con i classici pannelli solari, di certo non belli a vedersi in specifici contesti.

Nuovo Conto Energia ed Incentivi per Impianti Integrati

Scegliere di realizzare un impianto fotovoltaico integrato, sia per un’azienda sia per un privato, potrebbe essere una buona idea anche alla luce degli incentivi presenti all’interno del Nuovo Conto Energia. 

Infatti, il legislatore si è posto apertamente il problema di favorire la diffusione di questo genere di impianti, visto che grazie ad essi si può ottenere una buona soluzione per ciò che concerne la problematica del mantenimento dei profili architettonici degli edifici.

D’altro canto, sfruttare quelle superfici degli edifici che non verrebbero altrimenti utilizzate non può che rappresentare una scelta utile e consapevole, oltre che a basso impatto per l’ambiente. I vantaggi sono molteplici ed includono, oltre al risparmio in bolletta, anche la diminuzione di emissione di Co2. 

Di recente, poi, la Commissione Europea ha presentato un interessante studio nel quale si evidenzia come la superficie dei tetti con orientamento Sud, Est o Ovest sia pari a 370 milioni di metri quadri, e quella delle facciate aggiunge altri 200 milioni di metri quadri al totale.

A coprire tutti questi spazi, si potrebbero raggiungere facilmente 85 mila milioni di KWh in un anno: una quantità davvero impressionante, pari a quella che consumano 20 milioni di famiglie negli stessi 365 giorni di produzione.

Caratteristiche Fondamentali del Fotovoltaico Integrato

Come si compone un impianto fotovoltaico integrato?
Quali sono le sue caratteristiche salienti?
Come valutarne il rendimento?

Per prima cosa, partiamo dal presupposto che i componenti principali di un impianto fotovoltaico sono i moduli fotovoltaici.

Le prestazioni dei moduli non sono standard ma sono soggette ad una serie di variazioni, anche significative, causate dal rendimento dei materiali, dall’irraggiamento solare a cui sono sottoposte, dall’angolazione dei raggi solari, dalla temperatura di esercizio.

Dal punto di vista costruttivo, si considera verosimile il rendimento dei moduli in genere come equivalente a quello della loro peggiore cella. Il rendimento altro non è se non la percentuale di energia ottenuta dalla trasformazione di quella arrivata. È normale, quindi, una certa misura di dispersione dell’energia, che non è ancora possibile eliminare.

In alcuni casi, i rendimenti possono essere superiori al 40% mentre in altri ci si attesta intorno al 15%.

Per quanto riguarda la durevolezza dell’impianto, bisogna mettere in evidenza che molto dipende dalla tecnica di progettazione.

È sempre bene che vengano inclusi, inoltre, dei meccanismi per il monitoraggio del rendimento dell’impianto anche a distanza di tempo.

Naturalmente, nessuna deroga dovrebbe essere effettuata in materia di sicurezza, anche se è probabile che bisognerà considerare dei costi leggermente più elevati per la realizzazione dell’impianto.

Quali Considerazioni Economiche per il Fotovoltaico Integrato?

Per effettuare delle considerazioni economiche utili in materia di fotovoltaico integrato non si potrà prescindere dalle considerazioni energetiche che i moduli sono in grado di generare.

Il massimo dell’irraggiamento solare, alla latitudine italiane, calcolato su base annua e orientando l’impianto verso Sud può essere ottenuto con un’inclinazione compresa tra i 28° e i 32°.

Tuttavia, quando si è costretti ad intervenire su edifici già esistenti non si può sempre ottenere il massimo dall’installazione dell’impianto, perché si dovranno rispettare i vincoli costruttivi già in essere.


Basti pensare che la sola inclinazione verso Est o verso Ovest causa la perdita di circa il 10% dell’energia ottenibile e, comunque, in determinati casi, non può proprio essere evitata.

Se l’impianto, invece, è esposto a Sud ma è in verticale, la perdita risulterà pari ad un terzo.

Nonostante ciò, proprio grazie alla notevole insolazione di cui gode l’Italia, i nostri impianti saranno in grado di produrre più energia di quelli installati in altri Paesi, ragion per cui sarebbe insensato non approfittare della generosità della Natura.

Il calcolo del rendimento è importante ai fini di quello economico. Non a caso, a seconda di quanto in previsione è possibile produrre in un anno, si definisce il periodo di ammortamento di un impianto che varia da luogo a luogo e soprattutto da Nord a Sud del Paese.

Cumulare gli Incentivi per i Pannelli Solari

Con il nuovo Conto Energia continuano ad essere previsti una serie di vantaggi per chi decide di installare dei pannelli solari termici oltre che di pannelli fotovoltaici.

La detrazione è prevista in misura del 55% ma è possibile ottenerla per entrambi gli impianti?

In effetti, come sostengono gli esperti della materia, se si dovesse trattare proprio di due installazioni separate, allora vi sarebbe tutta la possibilità di richiedere la detrazione fiscale del 55% per i pannelli solari termici unitamente agli incentivi che il Conto Energia prevede per i pannelli fotovoltaici.

Non va dimenticato, inoltre, che la detrazione del 55% può essere ulteriormente cumulata, usufruendo dei vantaggi riservati a coloro i quali decidano di effettuare ulteriori lavori per migliorare l’efficienza energetica della propria casa, o anche nel caso in cui si tratti di attuare delle disposizioni per consentire un risparmio nell’uso dell’energia.

Inoltre, non si deve trascurare che, se ad essere riqualificato fosse l’intero edificio, si avrebbe la possibilità di ottenere la detrazione fiscale del 36% dell’Irpef, prevista proprio per i lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria sugli immobili con destinazione d’uso residenziale.

Per concludere, infine, è anche possibile cumulare tutti gli incentivi sopra esposti con quelli prettamente predisposti da parte di Comuni o Regioni, rintracciabili sotto la voce titoli di efficienza energetica.

Fotovoltaico da Record in Italia

Gli italiani sorprendono, almeno per quanto riguarda l’interesse mostrato nei confronti delle tecnologie implementabili per ottenere energia rinnovabile, come nel caso del fotovoltaico.

Infatti, nonostante il Piano di Azione Nazionale indicasse in circa dieci anni il tempo massimo per arrivare alla produzione ed installazione di 8 mila Mw di impianti fotovoltaici, sono bastati poco più di sei mesi per considerare raggiunto tale obiettivo.

L’interessante dato è stato riportato nel “contatore fotovoltaico” messo a disposizione del pubblico sul sito web del Gestore dei Servizi Energetici (GSE). In questo documento si riporta che, stando sempre ai dati raccolti, sono operativi ben 252.235 impianti fotovoltaici nel nostro Paese, con una potenza totale di oltre 8 mila e 600 MW.

È chiaro che, essendo dati basati su una stima complessiva, effettuata a partire dalle richieste presentate per ottenere gli incentivi governativi, è possibile che qualche impianto non veda poi la realizzazione completa, pur tuttavia, si è talmente al di sopra della cifra prevista dall’obiettivo che non dovrebbero esserci alcuna necessità di smorzare i toni entusiastici con i quali è stata accolta tale notizia.

D’altro canto sono già un paio di anni che il mercato del fotovoltaico in Italia aveva fatto registrare una grande attenzione da parte degli investitori, essendo secondo solo alla Germania per la potenza installata, dimostrando di possedere tutte le carte in regole per un ulteriore sviluppo della tecnologia.

Come Avviene l’ Assemblaggio di un Impianto Fotovoltaico?

Il modulo fotovoltaico è il vero e proprio dispositivo in grado di convertire direttamente in energia elettrica ed è usato come generatore di corrente dell’impianto fotovoltaico; questo tipo di impianto può essere assemblato con moduli di tipo diverso.

I moduli in silicio di tipo cristallino sono quelli che fanno parte della maggioranza del mercato, e ogni cella possiede una rete di materiale conduttore che canalizza tutti gli elettroni, ogni cella è poi legata da nastrini metallici fino a formare una serie.

Sopra la superficie di supporto che non dovrebbe avere una grande dilatazione termica, viene steso un leggero strato di acetato di vinile, i moduli precedentemente descritti ed un altro strato di questa sostanza, infine viene posto anche un materiale trasparente che serve a proteggere le celle fotovoltaiche.

La cella fotovoltaica è la base di ogni modulo fotovoltaico, e quella più comune è certamente quella in silicio cristallino, ed ha al suo interno un modulo di materiale semiconduttore, in pratica viene assemblato quasi come se fosse un sandwich con i diversi strati.

Ma ora passiamo all’argomento dei rendimenti, questo viene calcolato in base al rapporto tra l’energia realmente prodotta e quella che l’apparecchio è in grado di ricevere dal sole, se c’è maggiore efficienza infatti minore sarà la superficie necessaria per il pannello fotovoltaico per poter così raggiungere un certo livello di energia elettrica.

Una migliore efficienza si può ottenere attraverso un semplice procedimento che consiste nella purificazione del materiale semiconduttore, oppure utilizzando diversi materiali semiconduttori.

La garanzia di questi dispositivi è davvero ottima visto che possono durare anche 80 anni ma si presume che vengano sostituiti dopo i 40 anni perché la tecnologia verrà sicuramente migliorata e ottimizzata dal punto di vista dei materiali utilizzati. 

Questo tipo di nuovo tecnologia è sempre molto discussa per la sua altalenante produttività ma di certo potrà essere perfezionata nel futuro!