Lo sviluppo dell’energia solare passa anche attraverso un’attenta osservazione della natura circostante: è quanto dimostrano gli studi condotti da alcuni ricercatori ispirandosi alle falene.

Questi piccoli lepidotteri possiedono, infatti, una struttura ottica molto particolare, che se replicata aiuterebbe a rendere migliori le prestazioni delle celle solari costruite ad oggi.

In pratica, gli scienziati della Nagaoka University of Technology erano alla ricerca di un film antiriflesso, capace di migliorare l’efficienza dei pannelli solari e si sono imbattuti nelle falene, le quali possiedono una specie di pellicola idrorepellente sugli occhi, in modo da evitare i riflessi e nascondersi meglio dai predatori nel buio.

Grazie ad un puntuale studio di questa microstruttura, i ricercatori hanno immaginato di riprodurne il comportamento con un materiale sintetico, ottenibili su larga scala e adeguato ad essere usato in combinazione con le celle dei pannelli fotovoltaici.

I riflessi che si generano sulle superfici usate per la produzione di energia solare, infatti, determinano sempre una certa perdita di efficienza, che in questo modo si potrebbe evitare, consentendo una migliore resa, sia in caso di radiazione solare diffusa sia in caso di radiazione solare diretta.

Naturalmente, si tratta ancora di una fase sperimentale, ma si stima che queste pellicole dovrebbero aiutare ad ottenere tra il 5% e il 6% in più di energia in un anno.