Lo studio è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista Geophysical Research Letters che si era posto come obiettivo ambizioso quello di riuscire a misurare la circonferenza della Terra, scoprendo che tale circonferenza aumenta di circa 7 millimetri ogni dieci anni.

A quanto pare, la spiegazione del fenomeno sarebbe da rintracciare, ancora una volta, nella perdita di ghiacci dalla Groenlandia all’Antartide, sebbene per gli scienziati non si tratti di una situazione preoccupante, almeno non in termini relativi.

È curioso, tuttavia, notare che per ben 12 mila anni la Terra era stata, per così dire, a dieta e che solo in epoche recenti stia cominciando, per così dire, ad ingrassare, a causa degli interventi sempre più massicci dell’uomo.

Infatti, in ultima analisi, è ancora una volta il global warming a generare questo incremento millimetrico ma comunque interessante per i ricercatori.

La perdita di masse ghiacciate che continua inesorabile anno dopo anno si andrebbe a posizionare tutto verso l’Equatore, nonostante il fluido in eccesso riesca ad adattarsi perfettamente alla rotazione impressa dal nostro Pianeta.
Quello che davvero dovrebbe preoccupare, quindi, non è tanto l’aumento di taglia quanto le motivazioni per le quali ciò accade e che sono riconducibili alle emissioni sproporzionate di gas serra che provocano il surriscaldamento climatico.

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