Molto spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto ma l’ambiente in cui ci troviamo è fortemente consumato dall’azione dell’uomo e non solo, così come è emerso dalle ultime relazioni effettuate dagli esperti; il consumo del suolo infatti negli ultimi anni è aumentato sensibilmente.

Si tratta di un processo che già a partire dal 1956 non si è mai fermato, sono stati infatti consumati circa 7metri quadri al secondo; il fenomeno è diventato ancora più veloce a partire dal 2010, ogni 5 mesi viene cementata una superficie di verde pari come grandezza a quella del comune di Napoli.

Dati alla mano, non è assolutamente un dato da attribuire alla sola crescita demografica perché non sarebbe sufficiente come motivazione, sono escluse però da questo conteggio tutte quelle aree urbane che non sono state coperte con uno strato di cemento.

A partire dal 1956 una delle regioni più cementate è sicuramente la Liguria, la Lombardia e poi la Puglia, considerando infatti solamente i dati riguardanti l’Italia ci si renderà subito conto che circa il 2.8% del suolo sia consumato; in questo modo però una delle conseguenze più gravi dello sfruttamento del terreno è quello di ridurre l’assorbimento della pioggia.

Questo non fa che aumentare di conseguenza la possibilità che avvengano delle inondazioni o delle frane perché il terreno non è più in grado di smaltire correttamente l’acqua; così come anche l’evapotraspirazione viene fortemente diminuita se si impermeabilizza un ettaro di suolo.

L’energia che però serve per far evaporare circa 4800 metri cubi d’acqua equivale al consumo annuo di almeno 9000 congelatori; facendo un rapido calcolo è possibile stabilire che ogni anno vengono persi circa 500 mila euro di energia elettrica.

Tutto questo cemento che sta ricoprendo i nostri territori pone anche importanti problemi non solo per quanto riguarda la sicurezza ma anche la produzione alimentare.

Se prendiamo il dato a livello europeo, è possibile dire che l’Europa ha perso la capacità produttiva di circa 6.1 milioni di ettari di frumento; tutti questi dati non sono assolutamente insignificanti come si può pensare, infatti con il passare degli anni diventano sempre più gravi sotto diversi punti di vista.

L’ambiente deve essere maggiormente salvaguardato per poter essere vivibile.

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